Nonono. Non ci siamo proprio.
Ho sbagliato regione, epoca e sesso. Vabbè, mi sono adattata bene al sesso femminile, dato che ci convivo da 24 anni e mezzo... però in funzione della mia corretta epoca di appartenenza non è molto pratico. Perchè io dovevo nascere nel centro Italia, in pieno medioevo (diciamo '300) e di conseguenza maschio, perchè le femmine (per quanto intelligenti come la sottoscritta) non se le cagava nessuno.
Tutto ciò ha trovato una sua piena consapevolezza il dì 29 appena passato, ma andiamo con ordine...
Giorno 28: riesco ad alzarmi alle 8 e riesco pure a farmi la doccia per tempo, tanto che in stazione arrivo pure in anticipo. Il treno arriva alle 9.43, passa per Mestre e recupero Pat, poi giù, verso Ancona. Fuori, attraverso il finestrino, abbiamo visto passare qualsiasi tipo di tempo, tanto che non ci azzardavamo a fare manco mezza previsione su cosa ci aspettava... chiaramente, di tutte le possibilità, abbiamo trovato pioggia -__- No problem: ombrellino mignon per me e lei (con rispettivo bagaglio) e cappuccio per Lucia (amica di Pat che ci era venuta a prendere), tanto la nostra meta era al coperto:
Leonardo. Genio e visione in terra marchigiana, una mostra con opere del mio idolo assoluto (:sbav: :love: :love:) e di vari allievi, alcune in anteprima mondiale o italiana, e con guest star il
Codice del Volo autografo! Ho avuto modo di testare cosa ancora mi ricordavo di Storia del disegno e della grafica e di vedere da un metro (la tentazione di toccare era forte) una delle 3 copie leonardesche della Vergine delle rocce, non vi dico io mio stato di estasi... purtroppo dopo un po' è toccato andare (io mi sarei accampata lì) e in corriera ci siamo spostate a Macerata. Lungo la strada neve, pioggia, nevischio, bel tempo... ma quanto sarà, mezz'oretta, forse di più, non si arriva all'ora... mancava solo il clima tropicale!
A MC per fortuna era decente; siamo arrivate in ostello, ci siamo accampate e abbiamo aspettato Lucia che ci raggiungesse per una pizza insieme. Fine primo giorno.
Giorno 29: ci siamo svegliate ad un'ora decente (8.00), abbiamo fatto colazione, abbiamo scroccato una connessione dove Lucia faceva lo stage e abbiamo fatto un tour per MC. Qui ho cominciato a maturare la convinzione dell'intro di questo post: a parte essere tutta storta (o meglio, in pedenza, ma 'storta' rende di più), MC conserva molto dello stampo datogli nel '500, nella cinta muraria e in molti edifici. Peccato, cavolo, che sia tenuta veramente male: tutto da l'impressione di decadente, poco curato... mi sono chiesta spesso dove fosse la soprintendenza, ma in effetti l'investimento economico dovrebbe essere cospicuo e correlato ad un altrettanto cospicuo investimento nella valorizzazione... un peccato davvero. Dopo un pranzo in un ristorantino self service siamo andate in stazione per fare i biglietti per il ritorno del giorno dopo, rischiando l'isteria alla scoperta che non c'era posto per noi in nessun treno. Mentre meditavamo varie soluzioni di accampamenti a vita a MC, il bigliettaio ci illumina con la notizia che forse saremmo tornate a casa, anche se un po' fuori tabella di marcia; prenotiamo all'istante (non si sa mai che ci scappino i posti) e usciamo in strada coi nostri sudati biglietti in mano. Allora, occupata ad imborsare con cura sacrale il biglietto, do il cellulare a Pat perchè mandi un importantissimo, direi vitale messaggio, che suonava così: "Punto di riferimento: io ho la sciarpa verde acido, Pat il cappotto fucsia: impossibile non vederlo!" Chiaramente, alla nostra guida/cicerone/taxi attraverso i colli marchigiani è arrivato un'ora dopo... e chi era questa guida/cicerone/taxi? Ta daaaaa! Ma Oldboy, logicamente! Dire che è stato ottimo è riduttivo: ci ha scarrozzato in giro per un pomeriggio, portandoci all'
Abbazia di Chiaravalle di Fiastra (:sbaaaaaav: :estasi: :!!!:), in macchina abbiamo attraversato gli scavi di
Urbs Salvia, sempre in macchina un passaggio al volo a Corridonia (con la sua 'splendida' piazza tutta a marmo bianco in stile fascista, un pugno in un occhio dato che il resto del paese è totalmente medievale) e, per concludere, a Mogliano. Nella vita è importante avere le conoscenze giuste, e siccome Oldino le ha (cioè conosce il mitico don Mario), abbiamo avuto modo di vedere una bella raccolta di arte sacra popolare confluita a Mogliano dalle chiese vicine, conservata in un (purtroppo poco sano) ambiente della locale canonica e di ammirare una pala di Lorenzo Lotto (e allievi), raffigurante l'Assunta, con tanto di disputa sulla paternità lottiana della cornice recentemente scoperta e posta a sostituzione dell'altare che prima ospitava l'opera. Un grande, don Mario: di Lotto poco conosco quindi poco avevo da dire, ma sembra proprio che a lui questa cosa della cornice attribuita al pittore cinquecentesco puzzi parecchio, tanto da pubblicare un fascicoletto di "controinformazione" dove analizza i vari aspetti della questione per poter asserire che la cornice non c'entra una cippa con la pala. Figo! Figo pure il presepe megalomane (solo da vedere!) con tanto di disquisizione sui termini greci usati da S. Luca nel suo Vangelo (è una storia lunga e devo ancora approfondirla).
Bello bello. Nel medioevo dovevo nascere. Magari nel centro Italia. E già che ci siamo, maschio che è meglio. Chissà, in vite passate...
A conclusione della gita, un bel panorama notturno (peccato per il notturno) e ritorno a MC, dove davanti ad una cioccolata ci siamo fatti due chiacchiere su credo qualsiasi cosa (a tirare un filo conduttore non ci riuscirei).
Potrei ora esibirmi in un panegirico sul nostro Oldboy e la cosa mi verrebbe fin troppo facile... se non fosse che credo di rischiare la vita e che la copertura della distanza CT-UD vedrebbe un nuovo record di velocità... e sui giornali locali campeggerebbe in prima pagina insieme al mio necrologio. A mio rischio e pericolo, però, non posso fare a meno di dire che ho dato un
bacio ad Oldboy, tiè.
Tristemente abbandonate a noi stesse (e dopo una giornata del genere con una compagnia del genere chiunque si sentirebbe tristemente abbandonato), io e Pat abbiamo cenato con un trancio al volo e abbiamo passato la serata in ostello a discutere dei massimi sistemi (cosa che ci riesce seeeempre molto bene).
Giorno 30: non ci è ancora chiaro come, con ben pochi punti fissi, io e Pat siamo riuscite a incasellare questi tre giorni in un programma perfetto, che sembrava tener conto anche degli imprevisti; il 30 è un capolavoro in questo senso: sveglia alle 8.30, colazione, da Lucia a scrocco per la connessione, spesa per la cena (panini!), pranzo insieme a lei, precise precise in stazione alle 13.39 e via, verso il Nord! Addirittura un ritardo del treno non ci ha impedito di recuperare la nostra coincidenza a Bologna al volo, di separarci a Mestre e di arrivare sane e salve a casa intorno alle 21.
Fine. Devo dire un peccato che sia durato così poco! Ho raccimolato un bel po' di esperienze, una condizione estatica che mi durerà per un bel pezzo e qualche dubbio storico che mi affretterò a colmare; in più ho confermato un'amicizia nel primo posto che le spetta sempre più di diritto e conosciuto una persona veramente splendida che spero di rivedere presto (cosa che, salvo imprevisti, dovrebbe succedere) a mio rischio e pericolo :P
Ok, se siete arrivati a leggere fin qui vi faccio i complimenti, se invece avete barato e vi siete letti solo inizio e fine... vergogna! Ma alla fine non mi importa, ho scritto così tanto per me stessa, forse per la paura di dimenticare qualche momento di questi 3 giorni (furbescamente non abbiamo praticamente fatto foto... e vabbè, toccherà tornare!)