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Non sopporto

L'ottusità su tutto: l'ignoranza cui piace restare nel suo stato.
Che non si sappia scrivere: ehi, tu! fa' mente locale su quanti anni hai e domandati se non è ora di imparare a usare i tempi verbali!
Modificare i miei piani: sono l'emblema della metodicità.
Non capire: nel senso che ci metto una vita ad imparare come funziona qualsiasi cosa, chiedo spiegazioni sullo stesso procedimento un milione di volte prima di arrivarci.
L'approssimazione: certe volte è importante per sè e per gli altri avere tutto chiaro.



invece, adoro

Il mio orgoglio: mi ritengo fortunata ad amarmi; tanti non riescono a guardarsi allo specchio alla mattina...
Quello che studio: e anche questo non è da tutti!
I miei amici: pochi ma ben selezionati.
La tecnologia, altrimenti non sarei qui a distruggere questo povero template, per esempio!
Manga e Anime, una passione travolgente, una mania, una dipendenza.
L'animazione in parrocchia (credo che senza il "in parrocchia" non avrebbe molto senso... non faccio animazione da villaggi turistici, ma in oratorio ^^ )
La mia terra: no, niente di così speciale... ma mi sento parte del luogo in cui sono nata.

Assorbono il mio tempo,

in ordine di "grandezza":
Anime, Manga & Giappone (troppo, direi. Ma chissenefrega, mica voglio disintossicarmi)
Blog, forum e quant'altro (idem come sopra)
L'università (aaaahhhh! la specialistica! aaaaaaahhh! La tesi!)
L'animazione (in ogni sua variante concepibile... non potete immaginare...)
Il lavoro (...e chi l'avrebbe mai detto che io potessi lavorare?)
Vita sociale di varia natura (se non fosse che i primi 4 punti sono irrangiungibili, direi che sta scalando la classifica)

Lista dei manga

Serie concluse:

Hayao Miyazaki, Nausicaa della Valle del Vento (7 nr.)
Takehiko Inoue, Slam Dunk collection (31 nr.)
Ai Yazawa, Ultimi raggi di luna (6 nr.)
Shin Takahashi, Lei, l'arma finale (7 nr.)
Saki Hiwatari, Global garden (8 nr.)
Oh! Great, Himiko den (2 nr.)
Kyoichi Nanatsuki - Ryoji Minagawa, Arms (22 nr.)
Masasumi Kakizaki, Gene X (3 nr.)
Oh! Great, Majin Devil (2 nr.)
Q Hayashida, Maken X (3 nr.)
Shinichiro Takada, Cicatrice the Sirius (4 nr.)
Toshihiro Hirano - Narumi Kakiruchi, Vampire Princess Miyu (10 nr.)
Hiroyuki Asada, Generation Basket (19 nr.)
Takehiko Inoue, Buzzer Beater (4 nr.)
Wataro Yoshizumi, Sarà perché mi piaci (2 nr.)
Yasuhiro Nightow, Trigun (2 nr.)
Masakazu Katsura, Video Girl Ai (13 nr.)
Yasuko Kobayashi - Kazasa Sumita, Witchblade Takeru (2 nr.)
Tsukasa Hojo, Tra i raggi del sole (3 nr.)
Asuka Katsura, Le Portrait de Petit Cossette (2 nr.)
Manglobe - Masaru Gotsuno, Samurai Champloo (4 nr.)


Serie non concluse:

Oh! Great, Air Gear (12 nr.)
Tite Kubo, Bleach (25 nr.)
Tsutomu Nihei, Biomega (3 nr.)
Saki Okuse - Sankichi Meguro, Daydream (9 nr.)
Tsugumi Ohba - Takeshi Obata, Death Note (10 nr.)
Yoshiyuki Sadamoto - Gainax, Evangelion collection (9 nr.)
Hiromu Arakawa, Fullmetal Alchemist (17 nr.)
Leiji Matsumoto, Galaxy Express 999 (10 nr.)
Hiroya Oku, Gantz (18 nr.)
Kohta Hirano, Hellsing (5 nr.)
Bisco Hatori, Host club (10 nr.)
Oh! Great, Inferno e Paradiso (34 nr.)
Ai Yazawa, Nana Collection (13 nr.)
Takehiko Inoue, Real (6 nr.)
Takayuki Yamaguchi - Norio Nanjo, Shigurui (8 nr.)
Yasuhiro Nightow, Trigun Maximum (4 nr.)
Shin Takahashi, Un frammento di te (5 nr.)
Takehiko Inoue, Vagabond (39 nr.)
Matsuri Hino, Vampire Knight (4 nr.)
Iqura Sugimoto, Variante (1 nr.)
Masakazu Katsura, Zetman (8 nr.)

Masaomi Kanzaki, Hagane (interrotto dall'autore al nr. 12 ma di prossima continuazione... dicono)


Volumi unici:

Yua Kotegawa, Line - sul filo della tensione
Shoji Kawamori / Satelight - Masamune Takahashi, Aquarion - la leggenda del futuro
Miwa Shirow, Dogs

Altri fumetti orientali

Kim Yeon-Joo, Nabi - the prototype (vol. unico - Corea)
Song Yang, Wild Animal (1 nr. - Cina)

Illustration Books

Hayao Miyazaki, L'arte di Il castello errante di Howl
Takehiko Inoue, Slam Dunk illustration Book
domenica, 29 gennaio 2006

Questo è drogarsi

Son stanca morta dopo una giornata sulla neve, crollo dal sonno.

Batostina della domenica sera (ormai di routine): saluto Fede che va via fino a venerdì sera. E tenendo conto che nel weekend lo divido con parenti, amici, lavori a casa... beh, non è mai bella la domenica sera.

E poi, cara Giorgia, questi Counting Crows sono ottimi per miscelare emozioni da paranoie.

Perchè, mentre mi sento uno degli album che hai consigliato, sto parlando con qualcuno che ha rotto il vetro del monitor che ho qui davanti. Eh, non il mio, il suo. Una persona che è entrata nel mondo del virtuale fisicamente, carne ed ossa e cuore. E da quel mondo c'ha tirato fuori le persone.
Che sia una coincidenza? Pochi giorni fa, Eli, io e te si parlava dei nostri primi pvt. Ci aveva colpito ciò che avevamo letto sulle interferenze virtuale-reale, e così ti dicevo: E se a noi nuovi utenti potessero succedere in futuro casini del genere? Si creano veramente attraverso un forum legami così profondi, storie, odi che sfociano in sotterfugi e piccole rivalse? Ho letto la storia, ho fagocitato il gossip, ma mi è rimasta parecchia amarezza... devo dire che questo schermo qua davanti mi fa un po' paura, adesso. Fine aprile 2005.
C'è una linea sottile, più sottile dello spessore di un monitor. Sensibile alle pressioni, più sensibile dei tasti di una tastiera. Delicata, debole, più di una parola sbagliata da cancellare.
Ora nella mia mente è presente l'immagine di un filo di ragnatela, leggero, fragile. E il ragno se ne sta lì attaccato, credendo di essere al sicuro. Credendo che tanto il filo regge. Tanto quel filo l'ha messo lì lui. Fuuu... un po' di venticello e il filo si spezza.
Un post di questo blog ha un posto privilegiato nel mio cuore. Credo che con questo che sto scrivendo sia quello che mi è uscito più da dentro... e guarda caso, le tematiche sono così vicine... non lo sapevo, ma si toccano proprio. Qualche tassello del puzzle è andato a posto poco fa.
I tasselli si sono incastrati a fatica, però, dato che mi hanno lasciato di nuovo quell'amarezza di aprile; eppure quella era un po' più velata, frutto di un timore indefinito. Adesso il timore si può delineare, lo vedo dietro a questo monitor, una barriera che si sta assottigliando paurosamente. Una voce sconosciuta ha ora un valore che non mi va di riconoscere.
E no, non va bene, neanche un po'.
Perchè a qualcuno è andato bene di spezzare quel filo, di entrare carne ed ossa e cuore nel virtuale. Ma ad altri è andata da cani, e questo proprio non mi va. Quando le persone si toccano, scatta il cortocircuito tra ciò che sono nel reale e ciò che sono nel virtuale.

A volte vale la pena correre il rischio, dite?
Non mi piace cadere.
E già vedo il vetro qui davanti prendere consistenza, e forse sono un po' più al sicuro.
mercoledì, 25 gennaio 2006

Lesson 4.

Approccio ai CONTENUTI

Oggi, ragazzi, un piccolo momento di svago e ricreazione.
Su idea di una allieva del corso vi propongo una selezione dei migliori indovinelli di Sgamp, i più difficili, quelli la cui soluzione ha richiesto ore di concentrazione agli utenti di FilmUP.
Ragazzi! RAGAZZI! Basta fare confusione! Non si tratta di una lezione buttata: è importante per voi un approccio graduale alla mentalità di Sgamp per poterne meglio assimilare il lessico e i contenuti.

Perchè Dio ci ha creato
con un solo mento?


E' un bianco, fragil scrignetto
con un guscio liscio perfetto;
è colmo d'oro e d'argento
e, guarda un po' che portento,
non ha né coperchio né chiave.
Ma tu non t'impensierire
che, appena vuoi, lo puoi aprire.
Così lindo par sempre nuovo.
Vuoi dirmi cos'è?

Tu mi vedi ad ogni festa
Decorar regale testa
Tesa larga o un po' bombato
Di bei nastri adornato
In parata ho la visiera
O una lunga penna nera
Sotto il sole fo da ombrello
Sono proprio io, il...

Di sera vengono
senza essere chiamate
al mattino scompaiono
senza essere rubate.

C'è una brunetta
lustra e perfetta
che è saporita
lessa o arrostita.
Nasce in montagna
è la ...

Adagino pianino
scendevano dalla montagna
e andavano a scuola.
Chi andava a scuola?

Son piccina e rotondetta,
son dolcina e son moretta,
son di razza montagnina
dell'inverno son regina;
son dei bimbi la cuccagna
e mi chiamo la...

Son rotonda e paffutella,
sono rossa e sempre bella,
sono molle e son succosa
tengo dentro dura cosa.
chi sono?

è fatto come un leone
ha i denti da leone
la coda di leone
le zampe di leone
ruggisce come il leone
corre come il leone
ma non è un leone?

Ce n'è una in fiore
due in chi corre
tre nell'errore
quattro sempre in ritrarre.

Sempre in moto, affaccendate,
di gran pesi caricate,
trasportiamo granellini
dentro i nostri bei buchini,
ed accumuliam provviste
per l'inverno lungo e triste.
Instancabili, piccine,
siam le nere...

Un gallo è sulla cima di un monte,
fa un uovo, da che parte casca:
dall'Italia o dalla Francia?



[Diciamocelo, non ho ancora elaborato la lezione sui contenuti vera e propria nè sono dell'umore per prepararla. Ma che questa sia propedeutica è un dato di fatto! Non sottovalutatela!]

domenica, 22 gennaio 2006

Sorrisi inconsapevoli

Aaaaah, se non adoro la musica!
Non un cantante in particolare, non un genere: la musica. Eh, ma mica tutta!
Venerdì sera siamo finiti in un locale in cui in genere andiamo per pura comodità (è a metà strada tra il mio paese e quello dei miei amici) e dove tra l'altro hanno una birra che fa cagare. Però che volete, alla pigrizia non c'è limite. Fatto sta che entrando abbiamo notato gli strumenti in fondo alla sala e personalmente ci sono rimasta un po' maluccio: sentendomi truffata dal fato, già mi stavo deprimendo e mi preparavo all'idea dell'ennesima cover-band di qualche rockettaro (dal Liga agli Iron) e, diciamocelo, le cover-band dei rockettari che girano i bar (da queste parti, almeno) deprimono per quanto poco non curano le voci. Perchè, eccolo il punto: io adoro la voce! E' uno strumento inimitabile, con infinite potenzialità; e il massimo per me sono quelle voci che si combinano in controcanti, che si inseguono e sovrappongono, che creano una base per la voce del solista, naturali ed emozionanti. Una voce come quella di Mina è inimitabile, ma chi le sta dietro? Chi ha il coraggio di affiancarsi a lei... senza che lei scenda di qualche tono per piegarsi alle potenzialità ridotte dei comuni mortali? Ma se le voci si fondono e insieme mantengono la loro individualità...
Suonavano gli Ellle: 3 chitarre, basso e batteria. I 3 chitarristi cantavano e, strano ma vero, c'era pure una ragazza. Ma quanto bravi non erano! Credo che dipendesse molto dal fatto che erano 3 fratelli alle chitarre e alle voci (questo spiega la presenza femminile, quanto mai rara nelle band), quindi per loro veniva del tutto spontaneo un controcanto senza bisogno di guardarsi per l'attacco e sostenendo la nota con disinvoltura, dato che potevano provare quando e come volevano. Genere? Beh, Eagles, Status quo, Radiohead, U2... insomma, gruppi che permettessero un gioco di voci (dato che in ogni canzone hanno cercato la possibilità di sfruttare questa loro dote). Il tutto notevolmente curato, tanto che era evidente come bassista e batterista fossero una specie di propaggine del nucleo principale, più affiatato e unito: loro seguivano, si lasciavano guidare.
Avevo la chitarra solista in bella vista: non un bel ragazzo, c'è da dirlo, ma... non so: era la seconda voce e quando doveva fare i cori era come se se ne fregasse di ciò che cantava, concentrandosi sulla chitarra; le note gli uscivano dalla bocca come se stesse cantando sovrapensiero, ma perfettamente intonate e modulate nel volume. Era come se sorridesse mentre cantava. Sono rimasta incantata e mi sono sopresa da sola: non ero di certo incantata da lui, ma da quello che faceva. Credo di essere stata un po' gelosa per le sue capacità... e forse anche in sintonia nel vedere "visibilmente" quanto gli piacesse cantare e suonare.
Per me è un po' uguale. Ai miei bambini del coro (poca roba, poche pretese) dico sempre quello che mi diceva il mio prof di musica delle medie: se mentre si canta si sorride si canta meglio. Sarà anche una questione di apertura della bocca, tecnica, insomma... ma per me è un piacere cantare, e sorridere lo dimostra e aiuta. Quando un banale controcanto in una canzone di messa viene bene, da emozioni, è curato nel suo piccolo, beh, sorrido.
Ah, la voce! La mia un bel po' l'ho buttata nel cesso non instruendola più, dimenticando ciò che avevo imparato. E quindi, mi limito a sorridere quando vedo che chi la sa usare ne è contento. E quando mi vengono quelle quattro cagate che ormai posso chiedere alla mia voce.
Chissà, magari in futuro, avendo più tempo, proverò a ridimensionare questo degrado inesorabile...
mercoledì, 18 gennaio 2006

Lesson 3.

Ennò, dai! E io devo fare la tesi, mica posso stare qui a seguire un'assassina dell'Italiano! Però c'è da dire che voi siete dei sobillatori e che ora non posso fare a meno di ergermi a paladina della Lingua del sì.
Come ci si erge a paladini di una lingua? Il modo più noto è quello di correggere puntualmente chiunque la martirizzi. Ma c'è un'altra strada, contorta ma di effetto più incisivo: elevare gli strafalcioni di colui che commette l'abbietto crimine a livello di lingua vera e propria. In questo modo, si epurano dalla lingua madre gli scempi più oltraggiosi, relegandoli all'interno di un pacchetto chiuso e imballato.
Signori, questo è lo Sgampese. Una costola (storta e macilenta) dell'Italiano... ma ormai con questo non ha più legame alcuno.
E proseguiamo con le lezioni.


La "D" EUFORICA

Nel nostra lingua è diffuso l'uso di postporre una D alle congiunzioni "e" e "o" e alla preposizione "a", qualora queste siano seguite da una parola iniziante per vocale. Si tratta di un consiglio (non una regola) la cui applicazione è libera e lasciata al gusto del singolo. Quella D prende il nome di D eufonica.
Nello Sgampese (ragazzi attenti e prendete bene appunti ché ve lo chiederò al compito!) la suddetta D si chiama EUFORICA: ovunque, sempre e comunque, senza eccezione, va utilizzata. Non è un consiglio, è una regola (poi, se volete, potete pure usarla se la parola che segue la congiunzione o la preposizione inizia per consonante: ci sta, ci sta...)
Alcuni immancabili esempi:
"[L'uomo della pioggia] è un film di denuncia contro le assicurazioni americane ed, in un certo qual senso, contro il suo sistema" (18.01.2006)
Una frase perfetta, da manuale di Sgampese: "Tra i suoi ruoli che ho apprezzato maggiormente vi sono i già citati "The River Wild" e "Sleepers" ed aggiungo ad essi "Linea Mortale", "Apollo 13", "Jfk" e "Codice d'onore"" (12.01.2006)

Ed ora, i compiti per casa.
Scrivere tre brevi proposizioni in cui utilizzate le forme "ed" "od" ed "ad". Potete scegliere come tema della frase un tipico commento in Sgampese, ma non è essenziale: nella prossima lezione tratteremo finalmente un po' di contenuti. ;)


[aggiungo in calce una nota: la cosa più stressante nel preparare queste lezioni è cercare gli esempi: leggere moli inimmaginabili di post di Sgamp... brrrrr! Pensate che nei Preferiti ho una cartella coi link ai post più succosi, sui quali mi baserò per le future lezioni *__* ]
lunedì, 16 gennaio 2006

Il Punto

Ho passato un bel weekend. Già Già. Basti dire che, frugando a casaccio nella mini videoteca del papà di Mauro, ho trovato il Bestiario Veneto di Paolini (quanto amo quell'uomo); la cosa sconvolgente è che il suddetto padre, alla domanda di prestito con tanto di occhioni compassionevoli, ha risposto: "ma è mio?" -___-'' Hai in casa un vero capolavoro di teatro e non ne sei consapevole? E vabbè, chi se ne frega: ora è a casa di Fede, il quale ne farà una copia in divx (di backup), dato che la videocassetta è fuori commercio praticamente dal giorno dopo della sua uscita e non si trova da nessuna parte. Gioia & estasi!

Il weekend poi mi ha concesso di portare a livello di patologia un vizietto che fino a pochi giorni fa credevo solo tale: sto recuperando a fatica tutta la serie dei Cavalieri dello Zodiaco e... beh, passerei ore a guardare le barre di avanzamento, quelle con le percentuali. Ma non lo faccio mica solo col mulo: mi capita con ogni "avanzamento", dal download della posta al progredire dell'installazione di un programma.
Io lo trovo rilassante (dire "interessante" mi pare in effetti esagerato) e in genere un sottofondo musicale piuttosto pestato mi fa da contrappunto nel cervello alla regolarità dello scorrere dei numeri da 0 a 100.
Devo essere malata (nel senso patologico del termine) oppure drogata. Ma crisi di astinenza non è che si siano verificate, ancora... vi farò sapere quando avrò collezionato tutte e 156 le puntate della serie (Hades compresa): semmai comincerò immediatamente dopo un'altra serie, allora, signori, potremmo riscrivere i manuali di medicina.

Ecco, magari voi tutti aspettate con ansia le lezioni di sgampese (dubito aspettiate con ansia i post della categoria "letteratura alternativa"... miscredenti): ebbene, continuate ad aspettare, arriveranno di sicuro! Forte del tanto materiale finora raccolto, devo solo trovare tempi e modi per organizzarlo, affinchè poi ognuno di voi possa trasformarsi (almeno - e solo, spero - virtualmente) in una Sgamp! La fine di gennaio (col suo turbinio di effetti sulla sottoscritta) sta arrivando! Beh, neanche tanto velocemente come immaginavo, ma va bene così.
venerdì, 13 gennaio 2006

Atena exclamationSono andata a dormire alle 4.30 =__=
Mossa furba, dato che così ho buttato via una mattinata di studio per dormire... ma non ho resistito e mi sono fatta un'overdose di Cavalieri dello Zodiaco dopo giorni e giorni (non ancora finiti) di studio.
Per chi passa di qui: sono viva! Un po' assente a livello di testa, ma viva! Tutto ciò troverà una sua degna conclusione spero a fine gennaio... periodo in cui si deciderà buona parte del mio anno 2006. Per il momento, accontentatevi di questo rimasuglio di essere umano che vi ritrovate...

(Ah, ho cambiato il post aggiungendo un'immagine dalla serie di Hades dei Cavalieri... ci sono punti estremamente commoventi, per quanto i combattimenti epici siano quelli delle 12 case... ma mi è piaciuta molto, col doppiaggio originale!)
martedì, 10 gennaio 2006

L'unico vero motivo per cui la Chiesa si può dire arretrata

Ma c'ha ragione chi dice che la Chiesa è lontana e non avanza nel progresso! Però chi dice che è ricca un po' di torto ce l'ha, se al Seminario della mia diocesi hanno ancora una pezzentissima linea 56 K! Ma attiviamoci per quei poveri cristi che là vivono, una bella adsl, un sito, un blog... sarebbe una figata, del mondo del seminario non si sa nulla se non si conosce qualche seminarista (e sono rari come le stelle di giorno)!
E poi almeno avrei modo di sentire alcune conoscenze per direttissima. Vabbè che alcuni sono entrati in seminario per vocazioni "tardive" e l'email manco sanno cos'è, ma per quel paio intorno ai 25-30 un po' di misericordia! Vuoi che lassù non arrivi l'adsl? Eh, in effetti è un po' fuori dal mondo, un bel posto in mezzo alle colline e al verde (ci si fanno le gite di catechismo con centinaia di bambini perchè c'è un casino di spazio).
Però pure loro, giovani che hanno vissuto tra i comuni mortali, potrebbero fare una collettina... il rischio di dipendenza dal msn è alto (e in effetti chi non salterebbe materie teologiche per chiacchierare con gli amici a casa?) ma orsù, evolviamoci!
Alla prossima volta che vedo il mio ex capo animatore glielo dico. Con gli studi universitari che ha fatto (laureato in scienze della comunicazione) ne sentirà un po' la mancanza... :D
lunedì, 09 gennaio 2006

E fuori il mattone.
Vabbè, il voto non è il massimo, ma non è neanche il più basso del libretto (fa il paio con un altro, diciamo... ^_^ ) però, cazzarola, era l'osso durissimo che mi restava (escludendo inglese che mi fa solo incazzare).
40 minuti di interrogazione, 4 argomenti: sul primo sono stata un mago. D A   D I O !  Abbiamo sviscerato il Decameron novella per novella e confrontato pareri (apperò) sui rapporti tra novelle e cornice, tra narratore e ascoltatore. Mi sembrava proprio contento (sarà dipeso dal fatto che era un tema sul quale ha scritto vari libri... uno dei quali ha dato per l'esame e che io ho citato copiosamente?)
Credo che questo mi abbia salvato dal baratro... perchè sul secondo argomento, mi sono barcamenata a fatica (Tasso? Chi è costui?), sul terzo si è fatto la domanda e si è risposto, con me che dicevo convinta "sì, sì" (deve essere convinto che io di filologia sappia tutto) e sul quarto... e che cazz'è la sestina?! (ok, lo sapevo a priori che metrica mi affossava, o facevo il resto o curavo metrica).
Neanche mi ha chiesto l'Inferno... non si sa mai, meglio così.
E' andato.
Ah, grazie a tutti per i vari in bocca al lupo e/o interessamenti ^_^
Sono piuttosto positiva, comincio a credere che potrei passare inglese (seeee... si dice da noi: credeghe ai ufo)
domenica, 08 gennaio 2006

Mentre assaporo una bella cioccolata (che mi sono preparata con le mie manine), arrivo per l'ennesima volta alla stessa conclusione:
Chi se ne frega.
Questo è il mio tipico stato pre-esame: mi rassegno, quel che so, so (molto poco) e se il prof mi fa domande su argomenti di cui non so una cippa (come mirare ad una portaerei da 10 cm), arrangerò una faccia di sorpresa, tenterò un'improbabile (quanto sbagliata) risposta e, comunque vada, sarà andata.
Questa volta, poi, il programma da portare è più che immenso: è impossibile sapere qualcosa di tutto, anche perchè quello che si impara lo si dimentica nel momento esatto in cui si affronta un nuovo argomento. E' inumano... l'unica possibilità è che mi butti fuori con un voto non troppo indegno (la mia media! ah, la mia media!) o che mi cacci in malo modo... almeno salvandomi una parte dell'esame, che così non dovrò ripetere.
Domattina, possibilmente, non pensate a me. Mi fischierebbero le orecchie e non capirei manco le domande.
Ci si rivede prima o poi...
sabato, 07 gennaio 2006

Bella!

Sì, ok, è il titolo della canzone qui sotto, dal musical "Notre Dame de Paris"... ma è anche un commento a caldo! E pure a freddo, perchè ho appena finito di vedere il live all'Arena di Verona di cui ho il cd... e sapevo che era ottima, ma non così... che brividi!
C'è da dire che ho sempre trovato i testi un po' "raffazzonati" (del resto è tradotto dal francese... Cocciante ha cambiato lingua madre), ma le voci dei solisti, i cori... sono miscelati da dio, danno emozioni uniche!





QuasimodoBella...
La parola Bella è nata insieme a lei

Col suo corpo e con i piedi nudi, lei
E' un volo che afferrerei e stringerei
Ma sale su l'inferno a stringere me
Ho visto sotto la sua gonna da gitana
Con quale cuore prego ancora Notre Dame
C'è... Qualcuno che le scaglierà la prima pietra?
Sia cancellato dalla faccia della terra!
Volesse il diavolo, la vita passerei
Con le mie dita tra i capelli di Esmeralda


FrolloBella...
E' il demonio che si è incarnato in lei

Per strapparmi gli occhi via da Dio, lei
Che ha messo la passione e il desiderio in me
La carne sa che paradiso è lei
C'è in me il dolore di un amore che fa male
E non m'importa se divento un criminale
Lei... Che passa come la bellezza più profana
Lei porta il peso di un'atroce croce umana
O Notre Dame, per una volta io vorrei
Per la sua porta come in chiesa entrare in lei



FeboBella...
Lei mi porta via con gli occhi e la magia

E non so se sia vergine o non lo sia
C'è sotto Venere e la gonna sua lo sa
Mi fa scoprire il monte e non l'al di là
Amore, adesso non vietarmi di tradire
Di fare il passo a pochi passi dall'altare
Chi... È l'uomo vivo che potrebbe rinunciare
Sotto il castigo, poi, di tramutarsi in sale?
O Fiordaliso, vedi, non c'è fede in me
Vedrò sul corpo di Esmeralda se ce n'è


Ho visto sotto la sua gonna da gitana
Con quale cuore prego ancora Notre Dame
C'è... Qualcuno che le scaglierà la prima pietra?
Sia cancellato dalla faccia della terra!
Volesse il diavolo, la vita passerei
Con le mie dita tra i capelli d'Esmeralda
Di Esmeralda...


giovedì, 05 gennaio 2006

Lo faccio per voi

Rispondo ad una catena di s. Antonio (che porello da lassù si sta autoinfliggendo piccoli supplizi quotidiani per evitare di sentire il suo nome associato ad una boiata tanto grande) solo per il vostro bene, perchè l'alternativa era un'altra bellisssssima (sul serio!) novella di Bocciaccio... vabbè, vediamo cosa vogliono da me:

Regolamento
- Il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo "cinque tue strane abitudini", e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare e linkare il loro blog o web journal. non dimenticate di lasciare un commento nel loro blog o journal che dice "sei stato scelto" (se accettano commenti) e ditegli di leggere il vostro. -

Ecco, ho già sbagliato. Ma quel titolo lì mi fa cagare, mi piace più il mio. Quindi lo metto qui, in piccolino. Voi fate quello che volete:

Cinque mie strane abitudini


1) Mmm... ecco, già la prima è problematica. Non ritengo le mie abitudini strane, io! Sono funzionali al mio modo di essere! Vabbè, diciamo questa tanto per cominciare: dormo con 3 peluches. Che strano non è, se non fosse che il canguro è piuttosto grosso e puntualmente sotterra il gatto, sfratta il pinguino e fa volere il mio cuscino a terra. Ciononostante sono tutti e tre lì felici sul mio letto la sera dopo, rimessi al loro posto con cura dalla sottoscritta. Prima o poi il canguro ci ucciderà tutti.

2) Ecco, ho esaurito le strane abitudini. Ma cosa vuol dire strano? E' strano che io faccia "piani d'attacco" per qualsiasi cosa? Dallo studio all'organizzazione di una vacanza... mica è una strana abitudine, è praticità. Magari sono un po' esagerata e lo faccio veramente per ogni cosa... e più volte, perchè puntualmente il primo piano salta e devo impostare quello di emergenza... ma mica è strano. Un pochino forse...

3) Tre?! Siamo alla 3? E come ho fatto? Vabbè, questa però non è una strana abitudine, è un tic nervoso: se sono agitata mi morsico le labbra, oppure d'inverno mi mordo le pellicine... stupidamente, perchè poi mi esce sangue :( . Mi sono accorta di questo alle superiori durante un'interrogazione, un'amica dal posto non aveva fatto altro che ridere guardandomi e quando mi ha spiegato il perchè di tanta ilarità sono caduta dalle nuvole. Da quella volta faccio un abuso indiscriminato di burrocacao per evitare pellicine e morsicamenti, ma siccome è inconscio non sempre riesco a dominarmi. E' un tic, questo, ma non so cosa scrivere e fa numero.

4)  Eh, 4. Ecco, dai, questa può essere intesa come strana abitudine (yeeeh! una!): sono mancina, e fin qui... ma quando scrivo restano tutti sconvolti, dato che giro il foglio e scrivo dal basso all'alto, praticamente. E' un modo di scrivere che ho elaborato alle elementari nei primi esperimenti con la stilografica: in quella maniera non inclinavo il polso, postura innaturale inevitabile per non tirami dietro l'inchiostro fresco. Girando il foglio la mano si trovava sulla riga superiore (già asciutta) di quello che stavo scrivendo. Fate una prova, sono un genio!

5) Vabbè, la quinta... non possono dirla gli altri? Mah... boh: vado a dormire coi calzini... e il pigliama di flanella. E le lenzuola di flanella. E il piumino. E il copriletto. E un altro piumino di quand'ero piccola. E tengo la finestra aperta perchè altrimenti mi sentirei soffocare.

Detto questo, ecco la mia genialata suprema, l'idea del secolo, il parto di una mente tale da non aver strane abitudini: la mia catena parte e si dirige verso queste mete inesplorate: Mul, Eli, Sae e Old. E siccome me ne avanza una, faccio un piacere a Pat e la giro a lei. (che reazioni mi avrà?)
mercoledì, 04 gennaio 2006

Ah, le donne...

In preda a crisi mistiche da studio, ho pensato di creare una nuova categoria in cui raccogliere i frutti di cotanto impegno... perchè alla fine la letteratura italiana può essere divertente, soprattutto se ci si concentra su certi autori... come il vulcanico Boccaccio!
Ecco quindi comparire come primo post della categoria una (la VII, 2) tra le novelle del Decameron più curiose è irriverenti. Due parole sul testo e i contenuti: non è facile leggere l'italiano del '300, ma la novella uno sforzo lo merita, anche solo perchè viene raccontata nella giornata di reggenza di Dioneo (il pagliaccio ufficiale in quella comitiva che si rifugia in campagna a causa della peste) che ha l'ardire di proporre come tema dei racconti gli intrighi che le donne sanno mettere in atto per difendere gli amanti... ^^
Non me ne voglia il sig. Boccaccio, ma sarò costretta a tagliuzzare la sua novella... era piuttosto prolisso l'uomo ;)
Racconta Filostrato:

[...]Egli non è ancora guari che in Napoli un povero uomo prese per moglie una bella e vaga giovinetta chiamata Peronella, ed esso con l'arte sua, che era muratore, ed ella filando, guadagnando assai sottilmente, la lor vita reggevano come potevano il meglio.
Avvenne che un giovane de' leggiadri, veggendo un giorno questa Peronella e piacendogli molto, s'innamorò di lei, e tanto in un modo e in uno altro la sollicitò, che con esso lei si dimesticò. E a potere essere insieme presero tra sé questo ordine: che, con ciò fosse cosa che il marito di lei si levasse ogni mattina per tempo per andare a lavorare o a trovar lavorio, che il giovane fosse in parte che uscir lo vedesse fuori; ed essendo la contrada, che Avorio si chiama, molto solitaria, dove stava, uscito lui, egli in casa di lei se n'entrasse; e così molte volte fecero.
Ma pur tra l'altre avvenne una mattina che, essendo il buono uomo fuori uscito, e Giannello Scrignario, ché così aveva nome il giovane, entratogli in casa e standosi con Peronella, dopo alquanto, dove in tutto il dì tornar non soleva, a casa se ne tornò, e trovato l'uscio serrato dentro, picchiò, e dopo il picchiare cominciò seco a dire:
- O Iddio, lodato sia tu sempre; ché, benché tu m'abbi fatto povero, almeno m'hai tu consolato di buona e onesta giovane di moglie. Vedi come ella tosto serrò l'uscio dentro, come io ci uscii, acciò che alcuna persona entrar non ci potesse che noia le desse .
Peronella, sentito il marito, ché al modo del picchiare il conobbe, disse:
- Ohimè, Giannel mio, io son morta, ché ecco il marito mio, che tristo il faccia Iddio, che ci tornò, e non so che questo si voglia dire, ché egli non ci tornò mai più a questa otta; forse che ti vide egli quando tu c'entrasti. Ma, per l'amore di Dio, come che il fatto sia, entra in cotesto doglio (botte, n.d.Miz) che tu vedi costì, e io gli andrò ad aprire, e veggiamo quello che questo vuol dire di tornare stamane così tosto a casa.
Giannello prestamente entrò nel doglio, e Peronella andata all'uscio aprì al marito, e con un malviso disse:
- Ora questa che novella è, che tu così tosto torni a casa stamane? Per quello che mi paia vedere, tu non vuogli oggi far nulla, ché io ti veggio tornare co' ferri tuoi in mano; e, se tu fai così, di che viverem noi? Onde avrem noi del pane? Credi tu che io sofferi che tu m'impegni la gonnelluccia e gli altri miei pannicelli? che non fo il dì e la notte altro che filare, tanto che la carne mi s'è spiccata dall'unghia, per potere almeno aver tanto olio che n'arda la nostra lucerna. Marito, marito, egli non ci ha vicina che non se ne maravigli e che non facci beffe di me di tanta fatica quanta è quella che io duro; e tu mi torni a casa con le mani spenzolate, quando tu dovresti esser a lavorare.
E così detto, incominciò a piagnere [...].
Disse il marito:
- Deh donna, non ti dar malinconia, per Dio; tu dei credere che io conosco chi tu se', e pure stamane me ne sono in parte avveduto. Egli è il vero ch'io andai per lavorare, ma egli mostra che tu nol sappi, come io medesimo nol sapeva: egli è oggi la festa di santo Galeone, e non si lavora, e per ciò mi sono tornato a questa ora a casa; ma io ho nondimeno proveduto e trovato modo che noi avremo del pane per più d'un mese, ché io ho venduto a costui che tu vedi qui con meco il doglio, il quale tu sai che, già è cotanto, ha tenuta la casa impacciata, e dammene cinque gigliati.
Disse allora Peronella:
- E tutto questo è del dolor mio: tu che se' uomo e vai attorno, e dovresti sapere delle cose del mondo, hai venduto un doglio cinque gigliati, il quale io feminella che non fu' mai appena fuor dell'uscio, veggendo lo 'mpaccio che in casa ci dava, l'ho venduto sette ad un buono uomo, il quale, come tu qui tornasti, v'entrò dentro per vedere se saldo era.
Quando il marito udì questo, fu più che contento, e disse a colui che venuto era per esso:
- Buon uomo, vatti con Dio; ché tu odi che mia mogliere l'ha venduto sette, dove tu non me ne davi altro che cinque.
Il buono uomo disse:
- In buona ora sia - ; e andossene.
E Peronella disse al marito:
- Vien su tu, poscia che tu ci se', e vedi con lui insieme i fatti nostri.
Giannello, il quale stava con gli orecchi levati per vedere se di nulla gli bisognasse temere o provvedersi, udite le parole di Peronella, prestamente si gittò fuor del doglio, e quasi niente sentito avesse della tornata del marito, cominciò a dire:
- Dove se', buona donna?
Al quale il marito, che già veniva, disse:
- Eccomi, che domandi tu?
Disse Giannello:
- Qual se' tu? Io vorrei la donna con la quale io feci il mercato di questo doglio.
Disse il buono uomo:
- Fate sicuramente meco, ché io son suo marito.
Disse allora Giannello:
- Il doglio mi par ben saldo, ma egli mi pare che voi ci abbiate tenuta entro feccia, ché egli è tutto impiastricciato di non so che cosa sì secca, che io non ne posso levar con l'unghie, e però nol torrei se io nol vedessi prima netto.
Disse allora Peronella:
- No, per quello non rimarrà il mercato; mio marito il netterà tutto.
E il marito disse:
- Sì bene - ; e posti giù i ferri suoi, e ispogliatosi in camicione, si fece accendere un lume e dare una radimadia, e fuvvi entrato dentro e cominciò a radere. E Peronella, quasi veder volesse ciò che facesse, messo il capo per la bocca del doglio, che molto grande non era, e oltre a questo l'un de'bracci con tutta la spalla, cominciò a dire:
- Radi quivi, e quivi, e anche colà - ; e: - Vedine qui rimaso un micolino.
E mentre che così stava e al marito insegnava e ricordava, Giannello, il quale appieno non aveva quella mattina il suo disidero ancor fornito quando il marito venne, veggendo che come volea non potea, s'argomentò di fornirlo come potesse; e a lei accostatosi, che tutta chiusa teneva la bocca del doglio, e in quella guisa che negli ampi campi gli sfrenati cavalli e d'amor caldi le cavalle di Partia assaliscono, ad effetto recò il giovinil desiderio, il quale quasi in un medesimo punto ebbe perfezione e fu raso il doglio, ed egli scostatosi, e la Peronella tratto il capo del doglio, e il marito uscitone fuori.
Per che Peronella disse a Giannello:
- Te'questo lume, buono uomo, e guata se egli è netto a tuo modo.
Giannello, guardatovi dentro, disse che stava bene, e che egli era contento; e datigli sette gigliati, a casa sel fece portare.
martedì, 03 gennaio 2006

In diretta dal Polo

Sono stata relegata in camera mia al freddo e al gelo (come nelle migliori tradizioni) dalla presenza funesta di padre & fratello in ferie, uno sul divano a vedere la tv a volumi improponibili, l'altro sul pc a giocare con mIRC.
Qui a casa nostra il riscaldamento va un'oretta la mattina, il resto è di competenza delle stufe a legna... Logicamente, dato che il piano di sotto è quello "giorno", è bello caldo e mantenuto a temperatura tropici, mentre il piano di sopra usato solo di notte è un pinguinaio. E io qui sono.
Ma perchè, mi domando e dico, sono sempre a casa quando devo dare esami?! Si sentissero almeno un pochino in colpa... no! Ieri mio papà mi ha pure urlato dietro perchè mi aveva chiesto se poteva accedere la tv e gli ho detto di no perchè studiavo... e checcazzolochiediaffà?!
Ma sopravviverò: mi ci vorrebbe un fornello elettrico per scaldarmi un bricchetto di latte e un caffè... e qualcosa di liofilizzato ai pasti. Mi chiudo qui così mi conservo meglio, vestita con un numero incontabile di strati e con copertina coi pinguini disegnati (che ispirano caldo... seee...), in attesa che qualcuno nel piano di sotto si ricordi della mia esistenza (la mia mamma non mi può dimenticare... pure lei è insofferente per la presenza di quei rompiballe).
Per almeno una settimana vivrò così, senza contatti col mondo esterno se non il mio Boup (il mio portatile si chiama così), alla ricerca di un record personale di vita in solitaria in un igloo. Notaio, può far partire il cronometro.
lunedì, 02 gennaio 2006

Ho avuto incubi per tutta la notte.
Ho sognato che insieme alle copie della tesi dovevo consegnare anche il cartellone fattomi dagli amici (su cartoncino nero?). Lo dovevo portare nella segreteria delle scuole elementari e lo prendeva in consegna il mio tutor di tirocinio. O_O
Ho sognato che passavo Letteratura Italiana con un votone (non lo dico perchè è praticamente impossibile).
Ho sognato che mandavo email al relatore con pezzi di tesi che non ho ancora fatto e che inizierò a mettere insieme in serata.
Praticamente, sono già stufa di studiare... e non ho manco cominciato! Tra incubi angoscianti dopo i quali mi sono sempre svegliata con l'ansia e tempo pessimo che non incoraggiava a muoversi da sotto il piumone, stamattina quando è suonata la sveglia non mi sono schiodata dal letto e questo pomeriggio ne patirò le conseguenze.
Addio mondo crudele e buon 2006 a tutti.