...che ho fatto a Pasquetta?
La mattina ho dormito... volevo andare a Messa, ma la sera prima sono stata male e mi sono addormentata tardissimo, quindi ho cercato di recuperare.
Al pomeriggio mi sono organizzata per uscire di casa, almeno, dato che i miei amici hanno fatto esattamente quello che avevo pronosticato: non hanno pensato a nulla e si sono ridotti ad andare a trovare un nostro amico che ha un negozio di bigiotteria a Lignano (vedi, Pat? per S. Marco abbiamo fatto bene ad arrangiarci; ed ora un pronostico: cosa faranno loro il 25? Beh, andranno a trovare Andrea a Lignano).
Io, alla facciaccia loro, ho dato la mia disponibilità a farmi il pomeriggio a Bibione, a pochi metri dalla spiaggia (senza manco vederla) allo stand dell'
ANLAIDS per vendere i bonsai (qualora qualcuno di voi fosse passato per piazzale Zenit, ci avrebbe sicuramente visto).
Considerazioni sul pomeriggio:
1) I bonsai.Quelle piante vogliono il sangueee! Mio papà ne ha regalato uno a mia mamma, la quale l'ha rifilato a me. Non potendo rifilarlo a mio fratello (perchè nonostante tutto ho un cuore), adesso mi tocca curarlo, ma cavolo! acqua tutti i giorni, e il cambio di terra, e le vitamine, e la potatura, e il sole così, e l'umido colà... io e lui dobbiamo giungere ad un compromesso: se vuoi vivere, ti accontenti. Ci mancava anche la pianta viziata...
2) La compagnia.Sono partita da casa consapevole che avrei passato il pomeriggio con un vero e proprio caso umano da studiare (perchè parlarci era indubbiamente rischioso... il tipico "stupido"), e invece mi è andata di lusso: c'erano anche altri del nostro gruppo di protezione civile, gente giovane con cui ci si diverte, graziaddio. Un paio poi sono dei veri e propri personaggi... bello, bello.
3) Il tempo / la gente.L'inaspettata bella giornata (che ha preso in contropiede tutti i meteo dei tg), pure pittosto calda, finalmente, ha portato al mare miliardi di esseri umani di cui un terzo sotto i 3 anni (urlatori provetti, non c'è che dire! Credo ci fosse un raduno mondiale di bambini piangenti), un terzo sopra i 70 (impermeabili scuri, giacca&cravatta da messa e ombrelli per gli uomini; cappotti, gonnone scure di panno, maglie da spedizione artica catarifrangenti di paiellettes e calze da 100 den per le donne) e l'ultimo terzo di accompagnatori svogliati (genitori del primo terzo o figli del secondo).
Essenziale per tutti comunque era avere al seguito un cane. Credo di aver visto ogni specie creata dalla diabolica mente umana passare davanti allo stand: il che non è male, mi piacciono i cani... ma voglio vedere voi a vendere alberi in un parcheggio che ne è sprovvisto! Quelle creature tormentate dai richiami dei padroni guardavano la nostra mercanzia con occhi sognanti... brrrr).
Comunque, dai, è andata bene.
Riso tanto, venduto molto, preso un po' di sole.
Molto meglio che la solita vetrina del negozio dell'amico a Lignano.