In fin dei conti, difficilmente resto delusa dalle persone.
che dipenda da un'infantile ingenuità, o da una fiducia esagerata negli altri, in ogni caso prima che io metta una croce in faccia ad una persona questa deve combinarmene tante, ma tante...
Oggi siamo andati in gita col coro.
Abbiamo cantato messa in un borghetto, pranzato in una sagra lì vicino e poi siamo andati in un parco a fare dei giochi coi bambini.
A parte la fatica immane di tenere a bada quelle pesti (il problema lì e che ci conoscono fin troppo bene, noi non siamo le autorità ma gli amici... e quindi non ci cagano -__-), oggi ho avuto modo di passare un po' di tempo coi miei ragazzi.
Sì, proprio quelli con le cui vicissitudini vi tormento sempre.
Compresa lei.
Esatto, la 15enne.
Non è cambiata di una virgola, è sempre la solita bimba, e questo non è bene. Mi è sembrato assurdo ascoltare (anzi, leggere... stavamo scrivendo su un quadernone) cosa rispondeva alle punzecchiature continue del nostro tastierista sul tema scottante dell'età del suo ragazzo... e certi affondi erano veramente di una crudeltà sottile, soprattutto se detti con quella faccia da bravo ragazzo che si ritrova (ed è). In un paio di occasioni è stato piuttosto chiaro ed esplicito nei "sottintesi", e lei gli ha risposto come se volesse dirgli "ma cosa vai a pensare!"... eppure, stella mia, è proprio qui il punto. Non puoi permetterti di fare la schiva e la bambina che pensa che certe cose non potranno mai accadere... perchè quello stronzo con cui stai non la pensa proprio così! Lui aspetta, ma per quanto?!
Ad un certo punto una stoccata del tastierista mi è sembrata un po' troppo diretta e gli ho fatto cenno di smettere... ho avuto la netta impressione che lì, in mezzo a un sacco di gente, lei si sarebbe messa a insultarlo, se andava avanti così (per quanto lui avesse ragione, chiaro). Per cambiare discorso lui ha scritto "ho fame" (perchè era mezzogiorno) e lei sotto "allora mettiti in fila" (perchè c'era una coda alla cassa della sagra), al che ho detto a lei "devo spiegarti cosa hai scritto?!" (dopo 3 pagine di quadernone a doppisensi... -__-); ci siamo messi a ridere ed è morta lì.
Facciamo un salto di qualche ora e arriviamo a casa. Saluti a tutti, riconsegnamo i figli ai genitori e ci avviamo verso casa in 4 di noi. A suon di dai il tastierista ci spiega chi è la sua nuova ragazza (una compagna di classe) e dopo aver lasciato la quindicenne e l'amica io e lui ci facciamo una chiacchierata sui fatti della giornata. Ah, devo avervi detto da qualche parte che ha 14 anni, ma ve lo ripeto.
Parlando un po' di tutto, a un certo punto mi ha per così dire rassicurato che in futuro non mi avrebbe fatto preoccupare come la quindicenne (almeno per un altro anno, ha poi aggiunto... :P ), nota che si va ad aggiungere al paio di volte in cui ha detto durante la giornata che l'avevo "istruito" io all'animazione.
Ecco, io non so come spiegarvi... In certi momenti, quando stai da tanti anni a contatto coi ragazzi, ti rendi conto di come quello che fai sia importante, bello, gratificante. Non per quello che fai in sè, ma per le persone che incontri. Ti ritrovi davanti ragazzi talmente speciali che a dirglielo ti sembra di caricarli di un peso troppo grande per la loro età, come se le tue parole rischiassero di rovinare la spontaneità del loro "essere speciali". Ogni volta mi trattengo dal manifestare loro quanto io li ritenga bravi, proprio perchè richierei di aggiugere una qualche punta di presunzione, o un pizzico di superiorità che guasterebbe le loro naturali doti. E non è che te ne accorgi di punto in bianco di persone così: prima li osservi da bambini, noti che in loro c'è quel quid che ti incuriosisce, poi un po' alla volta inizi a dar loro fiducia per piccole cose, poi responsabilità forse un po' più grandi di quanto la loro età richiederebbe, fino a capire che, cazzo, avevi visto giusto.
Questi ragazzi - tornando alla prima frase del post che sembra sconclusionata - beh, questi ragazzi non mi deluderanno mai, qualsiasi cosa facciano. Non mi ha certo delusa la mia quindicenne: morire di preoccupazione sì, ma non delusa. Non potrà, con tutto il suo impegno, il mio tastierista, perchè tanto so già che ho visto giusto e ormai in tanti sanno quanto vale. Due esempi su una lista per fortuna ricca di nomi. Mi piacerebbe continuare a vederli crescere, non per una sorta di sindrome di Peter Pan (eh, lo so da sola che hanno 10 anni meno di me... è pressochè impossibile che io possa condividere grandi fette della loro vita), ma per continuare a sentire quel quid in loro, per osservarli all'opera e dire soddisfatta "cazzo, avevo visto giusto".