
Posto l'immagine intera del mio avatar per una serie di motivi:
1) perchè io la trovo particolarmente bella. Dovreste vederla nelle sue vere dimensioni! la nebbia dello sfondo è arabescata di sfumature, la ragazza in primo piano ha delle lentiggini simpaticissime e la definizione dei particolari è strepitosa! Peccato sia veramente enorme... chissà, forse la metterò come sfondo del Blog, anche se correrei il rischio che mi venga a noia.
2) perchè me l'hanno mandata dicendomi "ho trovato questo, secondo me ti assomiglia, sei tu in veste un po' dark". Il file che mi è arrivato era stato rinominato "miz dark"... beh, magari essere così! Però ho mostrato quest'immagine in giro e molti miei amici hanno effettivamente constatato la somiglianza... magari vaga esteticamente (occhiali e capelli lunghi, basta -__- ), ma sicuramente più calzante dal punto di vista "interiore": in effetti spesso ho un fare austero e sicuro e mi piace dimostrare una certa autorità da "responsabile", sottolineata da un abbigliamento ben poco femminile.
3) perchè chi me l'ha mandata non mi conosce. Nel senso che non mi ha mai visto, escludendo forse un paio di foto. Questa è una magia della rete: una ragazza più piccola di me (in tutti i sensi) con la quale si chiacchiera in un forum e in msn, gironzolando tra i siti ha visto un'immagine e ha pensato "questa è miz". E c'ha imbroccato! Chi mi conosce da una vita e
di persona ha confermato quella che poteva essere solo una lontana supposizione. E anche se non c'avesse imbroccato, io ho amato al volo questo disegno!
Abbiamo impostato un rapporto da subito chiaro, senza strane ambiguità o pretese di amicizia via web: non ci siamo messe d'accordo, ma entrambe abbiamo capito che un incontro di persona sarebbe stato difficile (oltre alle difficoltà spazio-tempo, i rispettivi impegni, l'età di lei, la mia carenza degli essenziali patente & soldi non permettono un incontro a breve), così abbiamo avviato un rapporto speciale lontano da velleità profonde; del resto è solo internet! Ma questo non esclude che si tratti di un rapporto che sì non ha un nome, ma che è vero: le cose che piacciono ad entrambe ci accomunano, ciò che ci vede su fronti nemici ci spinge al dialogo, ridiamo per molte cose assieme e assieme ci incazziamo per altre. I casi di telepatia si sprecano... ma non credo nella telepatia: penso semplicemente che ci conosciamo tanto bene da aver assorbito l'una il comportamento in rete dell'altra.
Non ci è piaciuto quando qualcuno ha avanzato pretese di "amicizia" sui nostri dialoghi a più persone in msn, dicendo, se qualcosa non andava, "perchè fate così, credevo fossimo amici"; come si può parlare di amicizia se le persone non le hai davanti, se non puoi vederne l'espressione? Se non te le subisci quando sono malinconiche e pesanti, dato che basta chiudere una finestra per relegarle dietro ad un monitor? Se non condividi con loro i momenti di euforia, ricevendone solo un surrogato nei racconti del giorno dopo? Al mio rapporto con lei mancano queste cose, e lo sappiamo entrambe: indi, non è Amicizia, quella con la A maiuscola, ma resta comunque un rapporto importante, vero, che spero duri e abbia in futuro possibilità di sbocco e crescita anche in questo senso... ma se non sarà così, sono tranquilla perchè so che da parte sua anche lei non si sta facendo illusioni inutili. Come andrà andrà, in ogni caso sono speranzosa!
venerdì, 02 dicembre 2005
Sono rientrata che il campanile scoccava le due... non pensavo fosse così tardi! Anche perchè la riunione è finita ad ora inoltrata, ok... ma sarà stata mezzanotte, mezzanotte e un quarto.
Un'ora e mezza. Un'ora e mezza a parlare con un uomo che piacerebbe ad ognuno di voi: uno di carattere, furbo e sornione che con una battuta ti zittisce e ti rifila pure un sorrisetto soddisfatto, uno che le cose che non gli piacciono te le vomita in faccia, incazzandosi, possibilmente in dialetto così il tutto ha una bella dose di forza; un contadino, un operaio, uno che quotidianamente è in mezzo alla vita e alla morte. Un sacerdote. Eravamo lì, in 3, ad ascoltare rapiti le riflessioni sulla propria vita che un uomo tanto forte ci stava regalando, alzando la voce o sussurrando, in italiano e in dialetto; alcune frasi su tutte: «io vedo i miracoli ogni giorno. Quello è guarito dal cancro perchè ha pregato padre Pio? No, no, no... non mi interessa. C'è quella donna, 34 anni, malata di cancro con un figlio di 14 mesi: lei chiede a Dio di darle la forza per non far soffrire gli altri col suo dolore. Quella ragazza, insoddisfatta, depressa. E' andata in India per fare un favore alla nonna ed ora è cambiata, ora ama. Quella coppia, lei è incinta e a breve avrà il primo figlio: "don senti, si muove!" Questi sono i miracoli». E ancora «Non so se ho fatto la scelta giusta. A volte penso a come sarebbe avere una ragazza, dai figli... ma c'è quella bambina del Kenia che ho adottato a distanza, quel bimbo che ha problemi di salute da seguire, quel ragazzo che viene a trovarmi appena può. Oppure vedo voi due che state insieme e vi voglio bene, ad entrambi; vedo altre coppie... ecco, tu con lei alla sera hai il "pasto completo", io faccio una serie di veloci spuntini... ma alla sera sono sazio e felice» «Don, ma allora ti sei risposto da solo... sei sicuro di non sapere se la tua scelta è giusta?» E ti guarda con un sorriso sornione e un po' incazzoso... perchè l'hai fregato, o si è fregato da solo.
Oh, sentite: affari vostri se non credete, se vedete nella Chiesa tanto di quel lerciume che non potete far altro che criticare. Quel lerciume c'è, eccome. Nessuno è veramente bravo a far le pulizie. L'unica cosa è, magari, non fare scudo ad oltranza, non partire con pregiudizi assurdi. Perchè vi perdereste tante grandi persone e tanti buoni amici. Che possono aver bisogno di voi per uno sfogo naturale, camuffato da chiacchierata... e che possono offrirvi una parte del loro più intimo pensiero. Ce n'è da imparare da loro che vivono una realtà diversa da quella di chiunque, anche se hanno quella spilletta sulla maglia che a priori li sbatte nel lerciume della Chiesa.
mercoledì, 30 novembre 2005
L'altro giorno ho fatto felice una persona. La conosco da un annetto, ormai... è la prima volta che faccio il conto, anche perchè non avevamo mai avuto grandi rapporti; eppure è un anno che collaboriamo.
Ricordo che la sua storia mi aveva colpita: trasferitasi per il lavoro del padre, ha detto: aspetta che passo in oratorio una domenica pomeriggio, chissà se trovo qualcuno. Coincidenza, era una di quelle domeniche in cui io personalmente ci lascio le gambe, la voce e la pazienza coi bambini. Lei ha incrociato uno di noi, si è presentata e ha chiesto se serviva una mano. Che coraggio, io non avrei mai osato!
Poi, però, consapevole che i miei tanti impegni mi tenevano spesso lontana da casa, optai di non offrire un'amicizia di pura formalità, nella quale avrei investito una parte del mio già esiguo tempo libero... si trattava proprio di fare quello sforzo iniziale di conoscere da zero qualcuno ed aiutarlo ad ambientarsi. Sono pigra, lo so.
Abbiamo lavorato fianco a fianco in quelle domeniche fino a primavera; dopo il periodo estivo (che ha tutt'altri modi per accaparrarsi il mio tempo) era ora di ricominciare in oratorio. Alla prima riunione organizzativa per le nostre imprese 2005/2006 c'era anche lei; così, un paio di battute sul come va e come non va... e scopro che in effetti non ha creato grandi legami qui. Argh! E pensare che deve essersi fatta delle aspettative, siamo un gruppo che si incontra per la parrocchia, sarebbe bello dimostrare un po' praticamente quello che stiamo a dire... un sottile senso di colpa per la mia pigrizia comincia a farsi sentire... ma non si può iniziare un rapporto sul senso di colpa, eh no! (e la suddetta pigrizia segnava un altro punto sulla sua bella tabellina... ehm...)
L'altro giorno abbiamo avuto una di quelle riunioni che io adooooro... una bella Consulta Foraniale per la Pastorale Giovanile. Che culo. Siccome era il primo incontro dopo la pausa estiva, hanno invitato varie rappresentanze dei giovani della forania; la sottoscritta c'ha la cadreghetta fissa, poi è venuta pure lei, curiosa di una realtà che dalle sue parti non c'era (siamo molto organizzati a parole -__- ). A fine riunione, mi è venuto di chiederle cosa ne pensasse... beh, un'ora in piedi fuori al freddo a chiacchierare delle mie infinite esperienze passate e di come vedesse lei questo mondo in cui io da quasi 10 anni vivo.
Dopodomani andiamo a prenderci un caffè perchè era veramente tardi e veramente freddo. Per metterci d'accordo sull'ora mi ha mandato un sms: ha chiuso con "Grazie Mille". Il senso di colpa sibila e striscia in un cantuccio da qualche parte, la pigrizia ghigna che tanto lo sa che ha perso una battaglia ma non la guerra.
Cazzo, bastava veramente tanto poco...